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Malformazioni artero-venose (MAV)

Benvenuti al sito web di neurochirurgia dell'APCC, dove vi descriviamo le malformazioni artero-venose (AVM), un'anomalia vascolare complessa che richiede competenza, precisione e un approccio incentrato sul paziente. Esploriamo le loro caratteristiche, la diagnosi e le strategie di trattamento contemporanee.

Comprendere le malformazioni arterovenose cerebrali (MAV): Le MAV cerebrali sono grovigli anomali di vasi sanguigni nel cervello, che collegano le arterie direttamente alle vene senza la normale rete capillare. Questa anomalia strutturale può portare a un flusso sanguigno anomalo, irritando il tessuto cerebrale circostante e aumentando il rischio di emorragia.

Caratteristiche e fattori di rischio: le malformazioni arterovenose cerebrali presentano un'ampia gamma di caratteristiche:

  • Dimensioni: Le MAV possono variare di dimensioni: da piccole e relativamente benigne a grandi e complesse.
  • Sede: Possono svilupparsi in diverse regioni del cervello, influenzando diverse funzioni neurologiche.
  • Rischio di emorragia: Le MAV comportano un rischio cumulativo di emorragia cerebrale, che può avere conseguenze potenzialmente letali.
  • Epilessia: Alcune MAV situate in prossimità di aree che controllano i movimenti, le sensazioni e il linguaggio possono causare crisi epilettiche a partire dalla giovane età.
    • Diagnosi e valutazione: una diagnosi accurata delle malformazioni arterovenose cerebrali è fondamentale per una gestione efficace. Le tecniche diagnostiche includono:

      • Scansioni MRI e TC: Queste tecniche di imaging forniscono informazioni sulle dimensioni, la posizione e le caratteristiche dell'AVM, incluso se ha sanguinato in passato
      • Angiografia: Questa procedura di imaging fornisce immagini dettagliate dei vasi sanguigni, aiutando a visualizzare le connessioni anomale nelle MAV, quali arterie alimentano la MAV e quali vene le drenano.

      Strategie di trattamento contemporanee: i piani di trattamento per le malformazioni arterovenose cerebrali sono personalizzati in base alle condizioni e alle esigenze specifiche di ciascun paziente.

      • Chirurgia: È possibile eseguire la rimozione chirurgica (resezione) dell'AVM, ma la sua fattibilità dipende dalle dimensioni, dalla posizione e dallo stato di salute generale del paziente.
      • Radioterapia: Tecniche come la radiochirurgia stereotassica prendono di mira l'AVM con dosi elevate di radiazioni, causando la trombosi o la coagulazione dei vasi anomali e infine la loro chiusura nel tempo, solitamente fino a 3 anni. Bisogna ricordare che durante questo periodo di attesa i rischi di sanguinamento o emorragia permangono finché l'AVM non è completamente scomparsa.
      • Embolizzazione: L'iniezione di colla nelle arterie afferenti per cancellare il nido dell'AVM a volte guarisce il paziente, soprattutto nel caso di AVM di piccole dimensioni.
      • Trattamento conservativo: È stato scoperto che i pazienti con MAV molto grandi, più grandi di 4-6 cm, spesso localizzate in aree pericolose del cervello, non rispondono bene a nessuna forma di trattamento attivo. Questi pazienti spesso hanno solo crisi convulsive, sono abbastanza funzionali e hanno un basso rischio di sanguinamento nella testa. Pertanto, lasciarli soli e curare i loro attacchi epilettici con farmaci senza alcun intervento chirurgico o radioterapia è probabilmente la strategia migliore.
        • Assistenza multidisciplinare: la gestione delle malformazioni arterovenose cerebrali richiede un approccio multidisciplinare:

          • Neurochirurghi: Esperto in resezione chirurgica e coordinamento dei piani di trattamento.
          • Neuroradiologi Interventisti: Esperti in procedure mini-invasive come l'embolizzazione.
          • Radioterapisti: Chiedere informazioni sulla radioterapia per la chiusura dell'AVM.
          • Neurologi: Fornire una valutazione e una gestione neurologica completa.

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